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Quando esce il decreto flussi 2020

Il decreto flussi 2020, come tutti gli anni, dovrebbe uscire verso la metà del mese di Marzo, per poi essere completamente operativo dalla metà del mese di Aprile 2020.

Successivamente all’approvazione dell’ordine del giorno del 23 Dicembre 2019, durante l’approvazione della legge di bilancio 2020, il 15 gennaio 2020, il nuovo Ministro dell’Interno Lamorgese, ha dichiarato l’intenzione del Governo di valutare una legge che:

  • riordini le disposizioni delle politiche migratorie,
  • che dia il via, a nuova regolarizzazione dei tantissimi cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, già presenti sul territorio dello Stato italiano.

Il decreto flussi 2020 prevederà anche degli ingressi per:

  1. i lavoratori subordinati (dipendenti) non stagionali, che hanno completato programmi di formazione nel Paese di provenienza,
  2. i lavoratori subordinati non stagionali di origine italiana, residenti in Argentina, Venezuela, Uruguay, Brasile, sino al terzo grado di ascendenza in linea retta.

Inoltre sono previste quote per la conversione:

  1. del permesso di soggiorno stagionale, in permesso di soggiorno subordinato per motivi lavorativi,
  2. del permesso per formazione, studio o tirocinio, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato,
  3. dei permessi per la formazione, tirocinio e studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo,
  4. dei permessi di soggiorno di lungo periodo CE rilasciato da un altro Paese dell’Unione Europea, in permesso di soggiorno di lavoro subordinato italiano,
  5. per trasformare il permesso di soggiorno di lungo periodo Ce, in permesso di soggiorno italiano di lavoro autonomo.

Sanatoria stranieri 2020: come prepararsi?

Cosa devono fare gli stranieri irregolari per prepararsi alla sanatoria? Gli stranieri residenti irregolarmente nel nostro Paese, devono attrezzarsi, per essere pronti ad un’eventuale regolarizzazione da Marzo/Aprile 2020.

Infatti come abbiamo detto, il nuovo governo giallo-rosso, ha in agenda una serie di disposizioni per:

  1. modificare i decreti sicurezza del Governo precedente,
  2. riordinare le disposizioni sulle politiche migratorie,
  3. regolarizzare i cittadini stranieri che già lavorano in Italia senza permesso regolare.

Per essere pronti alla nuova sanatoria, i cittadini stranieri devono:

  1. avere un passaporto in corso di validità, non in scadenza,
  2. avere un datore di lavoro disposto a presentare la pratica di regolarizzazione,
  3. disporre di una somma tra i 500 e i 1000 euro.

Per tutte le ulteriori informazioni dettagliate, è importante attendere la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto flussi 2020 e la circolare esplicativa del Ministero dell’Interno.

PERCHE’ AFFIDARSI A UN’AGENZIA PER LA RICERCA DEL PERSONALE ASSISTENZIALE.

PERCHE’ AFFIDARSI A UN’AGENZIA PER LA RICERCA DEL PERSONALE ASSISTENZIALE.

Ecco 4 buoni motivi per rivolgersi a un’agenzia invece che al “fai da te” o alle cooperative:
1) Si risparmia tempo, denaro e stress;
2) Massima tutela dei soggetti coinvolti;
3) Selezione di personale qualificato;
4) I privati o le cooperative non sollevano le famiglie da responsabilità di questo genere:

I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di F.F., classe 1974 residente a San Lazzaro di Savena (BO), amministratrice di alcune cooperative e società operanti in tutta la provincia di Bologna che offrivano servizi di assistenza diurna e notturna a favore di anziani e malati, in quanto ritenuta responsabile di aver gestito in condizioni di sfruttamento, nel corso degli anni, oltre 300 badanti provenienti dall’Est Europa, in violazione dell’art 603 bis del codice penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).

Oltre all’arresto sono stati sequestrati anche i locali, ubicati a Bologna e Casalecchio di Reno, dove avevano sede le cooperative e le società gestite in maniera illecita.
In particolare, le indagini scaturiscono da alcuni controlli effettuati dall’INPS di Bologna nei confronti delle società tutte riconducibili all’imprenditrice che avevano fatto emergere numerose irregolarità alla normativa che regola i rapporti di lavoro.
I successivi approfondimenti investigativi eseguiti dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia economico finanziaria, sotto la direzione della procura della Repubblica di Bologna, nella persona del Sostituto Procuratore Rossella Poggioli, hanno permesso di accertare come l’arrestata approfittando dello stato di bisogno delle lavoratrici, molto spesso in difficoltà economiche perché da poco giunte in Italia, offrisse contratti a progetto per mascherare rapporti di lavoro subordinato, corrispondendo, precisa il GIP ,“compensi irrisori (a fronte di alte tariffe orarie che venivano richieste per assistere gli anziani bisognosi di cure) senza la possibilità di fruire ferie, e più in generale in totale spregio di qualsiasi norma che disciplina i rapporti di lavoro e la sicurezza sui luoghi di lavoro”.
Le badanti venivano reclutate, con l’ausilio di un dipendente anch’egli indagato ma a piede libero, attraverso annunci su internet oppure manifesti pubblicitari affissi nei pressi delle fermate da cui partono gli autobus per l’Est Europa o annunci sui giornali.
Inoltre, con precisi intenti speculativi e tendenti a massimizzare i propri illeciti profitti, l’indagata ometteva di versare, in numerose circostanze, i contributi spettanti ai dipendenti, rendendosi anche responsabile di gravi violazioni alla normativa fiscale e previdenziale, oltre a riuscire a conquistare ampie quote di mercato dal momento che, grazie ai risparmi illeciti ottenuti a danno dei lavoratori e dell’erario, riusciva ad offrire i propri servizi a prezzi molto più bassi della concorrenza.
In aggiunta, i conti correnti delle società cooperative –che formalmente avrebbero dovuto perseguire scopi mutualistici a beneficio di tutti i lavoratori – sono stati prosciugati dall’imprenditrice anche per acquistare numerosi beni di lusso (gioielli, borse e viaggi) non rientranti tra le primarie esigenze funzionali delle società, ma destinati al puro godimento personale.

L’operazione, denominata “Blue Angels”, si inquadra nell’ambito delle attività poste in essere a contrasto delle condotte illecite lesive dell’affidamento dei cittadini verso il corretto funzionamento del mercato del lavoro.
Sussistono problemi per le famiglie che si affidano (anche per il fai da te) alle cooperative che non gestiscono correttamente il rapporto di lavoro con “i domestici”. Spesso per rasserenare il cliente queste realtà firmano degli accordi con i quali si impegnano a tenere sollevata la famiglia da qualsiasi responsabilità in tema di vertenze di lavoro. Purtroppo però queste clausole sono totalmente inefficaci in quanto la legge italiana, per tutelare il lavoratore, prevede che vi sia la totale corresponsabilità dei datori di lavoro con i “fruitori” del lavoro stesso.

Reddito di Emergenza

Con la proroga dei termini per la presentazione delle domande di reddito di emergenza, fino alla data del 31 luglio del 2020, l’Inps erogherà ai legittimi beneficiari le due mensilità del sussidio fino al prossimo mese di settembre.

Pagamenti reddito di emergenza fino a settembre per le domande presentate a luglio 2020

Nel dettaglio, chi ha preso la prima mensilità del Rem a maggio prenderà la seconda a giugno, e poi così a seguire. In altre parole, indipendentemente dal mese di presentazione della domanda le mensilità erogate ai percettori del reddito di emergenza saranno sempre due per un importo mensile compreso tra 400 e 840 euro.

Controlli sul reddito di emergenza, saranno a campione

Al fine di accelerare l’erogazione del reddito di emergenza, riporta il sito notizieora.it, i controlli sulle domande presentate saranno a campione. E chiaramente in caso di anomalie, irregolarità e/o dati non veritieri a scattare sarà la revoca del beneficio.

Brochure informativa Inps sul reddito di emergenza per non sbagliare

Per evitare di presentare inutilmente la domanda di reddito di emergenza, se non si è in possesso dei requisiti, si raccomanda di visionare la brochure dell’Inps scaricabile a questo link.

Nel documento in pdf, infatti, l’Istituto di Previdenza spiega cos’è il reddito di emergenza, i requisiti, come si calcola, come e dove si presenta la domanda, la durata del beneficio e l’importo, nonché tutte quelle che sono le cause di incompatibilità.

Tra gli altri, sono esclusi dal reddito di emergenza i percettori di reddito di cittadinanza, di bonus 600 euro, ed i titolari di pensione diretta e indiretta con la sola eccezione rappresentata da coloro che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità.

fonte: Trend online

Sanatoria migranti, braccianti, colf e badanti: come funziona la regolarizzazione

Nel Dl Rilancio la regolarizzazione dei migranti e dei braccianti in nero che lavorano nei campi italiani. Sanatoria anche per colf e badanti. Ecco come funziona

L’accordo sulle regolarizzazioni dei lavoratori stranieri e dei braccianti agricoli è stato raggiunto. Anche per colf e badanti. E anche per gli italiani. “Non per le braccia, ma per le persone. Non era questione di bandierine, ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalità e diritti”, ha twittato intorno a mezzanotte il ministro per il Sud Peppe Provenzano, dopo una lunghissima giornata di trattative con i 5 Stelle.

I settori lavorativi per cui si applica la misura sono agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura, assistenza alle persone affette da patologie o disabilità che ne limitino l’autosufficienza, e lavoro domestico, attività in cui eccelle la società Adiura Forlì.

Per affrontare l’emergenza sanitaria i datori di lavoro che hanno impiegato cittadini stranieri con il permesso di soggiorno scaduto potranno richiederne l’emersione e la regolarizzazione a fronte della stipula di un contratto di lavoro subordinato. Questa misura riguarda anche l’emersione del lavoro nero per lavoratori italiani, precedentemente impiegati in nero.

Potranno accedere alla misura tutti quelli che sono stati identificati con fotosegnalazione prima dell’8 marzo del 2020 o che possono dichiarare di aver risieduto in Italia continuativamente prima di quella data.

Gli stranieri che hanno un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 o in scadenza, che non hanno lasciato il Paese prima dell’8 marzo 2020, potranno chiedere un permesso di soggiorno temporaneo per cercare un lavoro. Il permesso di soggiorno temporaneo potrebbe durare dai tre ai sei mesi, ancora da definire.

Se gli stranieri che fanno domanda trovano un lavoro, il permesso di soggiorno temporaneo viene trasformato in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro di quattro mesi. Chi intraprende questa procedura deve però dimostrare di aver già lavorato in passato nei settori professionali interessati dal decreto.

Tutte le domande devono essere presentate dal 1 giugno al 15 luglio. Nel caso sia il datore di lavoro a presentare la domanda dovrà versare un contributo forfettario di 400 euro per ciascun lavoratore.

Se invece è lo straniero a presentare la domanda dovrà versare 160 euro.

Saranno rigettate le domande dei datori di lavoro condannati in passato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o riduzione in schiavitù, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro o se i lavoratori non saranno assunti in seguito alla regolarizzazione.

Sono esclusi gli stranieri a cui è stato imposto il decreto di espulsione, quelli condannati anche in via non definitiva per uno dei reati previsti dall’articolo 380 del Codice penale, per i delitti contro la libertà personale, per il traffico di stupefacenti, per lo sfruttamento della prostituzione, per il favoreggiamento dell’immigrazione o dell’emigrazione clandestina.

 

FONTE: qui finanza

Le domande per il bonus di colf e badanti

l bonus domestici può integrare l’eventuale reddito o pensione di cittadinanza già percepito o il nuovo reddito di emergenza, fino all’importo di 500 euro mensili. Lo precisa, tra l’altro, l’Inps che da ieri ha attivato online la procedura per richiedere l’indennità da parte di colf e di badanti in regola con un contratto di lavoro domestico per più di 10 ore settimanali. Oltre che direttamente dal lavoratore, il bonus, introdotto con il decreto legge n. 34/2020 (c.d. Rilancio), può essere richiesto tramite patronati o chiamando il Contact Center e spetta per due mesi, aprile e maggio, ma erogata in un’unica soluzione (1.000 euro).

Un premio. L’indennità è destinata ai domestici, non conviventi con il datore di lavoro, in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere, al 23 febbraio, un contratto di lavoro domestico attivo e iscritto all’Inps; i contratti di lavoro utili sono quelli la cui instaurazione non è stata negata da dall’Inps per mancanza dei requisiti previsti dalla normativa sul lavoro domestico;
  • durata complessiva dell’orario di lavoro, prevista dall’insieme dei contratti di lavoro attivi al 23 febbraio, superiore a 10 ore settimanali (fanno fede le comunicazioni inviate all’Inps dal datore di lavoro sempre entro la data del 23 febbraio, per evitare modifiche in corso d’opera, magari al solo fine di consentire al domestico di percepire l’indennità);
  • non titolarità di pensione ad eccezione dell’assegno ordinario d’invalidità;
  • non titolarità di altro tipo di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, con sola eccezione del contratto intermittente (o a chiamata);
  • non aver percepito o percepire indennità o altre prestazioni legate all’emergenza Covid-19 (eccetto il Rem).Sono in ogni caso esclusi dalla possibilità di ricevere il bonus i lavoratori regolarizzati, in base alla sanatoria operativa dalla prossima settimana.Cumulo con Rdc/Pdc/Rem. Il bonus è cumulabile con le misure a sostegno della povertà fino a un massimo di 500 euro. Si tratta, in particolare, del Rdc, della PdC e del nuovo Rem che, dunque, qualora percepiti per un importo inferiore ai 500 euro saranno integrati fino a tale limite (cioè a “integrazione”).Come compilare la domanda. La domanda si presenta molto semplice da compilare. Oltre ai propri dati, occorre avere a disposizione un codice IBAN, intestato al richiedente, sul quale verrà accreditato l’importo che spetta in caso di esito positivo della domanda. In alternativa può essere scelta la modalità del pagamento tramite bonifico domiciliato con riscossione diretta della somma spettante presso uno qualsiasi degli uffici postali in Italia. Se non si dispone di una residenza in Italia occorre indicare in domanda anche il proprio domicilio in Italia. La presentazione della domanda è attestata dall’emissione di una ricevuta con numero identificativo, che non è però un numero di protocollo, e il riferimento della sede Inps di competenza. La protocollazione avviene in un secondo momento, al termine del quale è inviata al richiedente una notifica per avvisare che ricollegandosi alla sezione “Consultazione pratica e pagamenti” potrà scaricare la ricevuta definitiva.460 mila fortunati. Per il bonus è stanziato il limite di spesa di 460 mln di euro, raggiunto il quale l’Inps non potrà più approvare ulteriori domande.

Fonte: italia oggi